Cappella degli Scrovegni

La Storia

 

La cappella degli Scrovegni (detta anche dell'Arena o dell'Annunciata) si trova nel centro storico di Padova e ospita un celeberrimo ciclo di affreschi di Giotto dei primi anni del XIV secolo, considerato uno dei capolavori dell'arte occidentale. La navata è lunga m. 20,88, larga m. 8,41, alta m. 12,65; la zona absidale è formata da una prima parte a pianta quadrata, profonda m. 4.49 e larga m. 4,31, e da una successiva, a forma poligonale a cinque lati, profonda m. 2,57 e coperta da cinque unghiature nervate.

 

 

STORIA:

 

Intitolata a Maria Vergine Annunziata, la cappella fu fatta costruire da Enrico Scrovegni, ricchissimo banchierepadovano, che agli inizi del Trecento aveva acquistato da un nobile decaduto, Manfredo Dalesmanini, l'area dell'antica arena romana di Padova. Qui provvide ad edificare un sontuoso palazzo, di cui la cappella era oratorio privato e futuro mausoleofamiliare. Chiamò ad affrescare la cappella il fiorentino Giotto, il quale, dopo aver lavorato con i francescani di Assisi e diRimini, era a Padova chiamato dai frati minori conventuali ad affrescare la sala del Capitolo e altri spazi nella Basilica di Sant'Antonio.

Menzioni antiche trecentesche (Riccobaldo Ferrarese, Francesco da Barberino, 1312-1313) certificano la presenza di Giotto al cantiere. La datazione degli affreschi è deducibile con buona approssimazione da una serie di notizie: l'acquisto del terreno avvenne nel febbraio dell'anno 1300, il vescovo di Padova Ottobono dei Razzi autorizzò la costruzione prima del1302 (data del suo trasferimento al Patriarcato di Aquileia); la prima consacrazione si ebbe nella ricorrenza della Festa dell'Annunciazione, il 25 marzo 1303; il primo marzo 1304 papa Benedetto XI concesse l'indulgenza a chi avesse visitato la cappella e un anno dopo, sempre nella ricorrenza del 25 marzo (1305), la cappella veniva consacrata. Nell'arco di tempo tra il 25 marzo 1303 e il 25 marzo 1305 si colloca dunque il lavoro di Giotto.

Giotto dipinse l'intera superficie interna dell'oratorio con un progetto iconografico e decorativo unitario, ispirato da un teologoagostiniano di raffinata competenza, recentemente identificato da Giuliano Pisani in Alberto da Padova. Tra le fonti utilizzate vi sono molti testi agostiniani, i Vangeli apocrifi dello pseudo-Matteo e di Nicodemo, la Leggenda Aurea di Jacopo da Varazze e, per piccoli dettagli iconografici, le Meditazioni sulla vita di Gesù dello pseudo-Bonaventura, oltre a testi della tradizione medievale cristiana, tra cui Il Fisiologo. Gli studi di Pisani hanno dimostrato l'infondatezza di inveterati luoghi comuni, come l'idea che tra gli ispiratori di Giotto ci potesse essere Dante (l'impianto teologico non è tomistico), o che gli affreschi della cappella abbiano a che fare con la confraternita dei Frati Gaudenti di cui faceva parte Enrico Scrovegni, o che ci siano incongruenze teologiche dovute alle pressioni del padrone di casa: in tal senso non sarebbe presente tra i vizi l'Avaritia (cioè l'Avidità), per evitare spiacevoli allusioni all'attività della famiglia Scrovegni (il padre, Rinaldo, sarà collocato tra gli usurai nel XVII canto dell'Inferno, cantica composta alcuni anni dopo la conclusione del ciclo giottesco), e così via. Il rigore teologico di ascendenza agostiniana, dimostrato inequivocabilmente da Pisani, esclude ogni forma di approssimazione o quel che è peggio di errori sul piano della concezione teologica. L'avaritia, per esempio, è denunciata come componente fondamentale del più ampio e comprensivo vizio dell'Invidia, come dimostra il sacchetto di denaro che la megèra stringe nella mano sinistra (e monete e sacchi di monete sono ai piedi della trionfante virtù della Caritas, l'esatto contrario dell'Avaritia.

Nel gennaio del 1305, quando i lavori alla cappella stavano per concludersi, gli Eremitani, che vivevano in un convento li vicino, protestarono con veemenza perché la costruzione della cappella, andando oltre gli accordi presi, si stava trasformando da oratorio in una vera e propria chiesa con tanto di campanile, creando dunque concorrenza alle attività degli Eremitani. Si ignora come la vicenda si sia conclusa, ma è probabile che in seguito a queste rimostranze la Cappella degli Scrovegni abbia subito l'abbattimento della monumentale parte absidale con ampio transetto (documentata nel "modellino" dipinto da Giotto nell'affresco in controfacciata), dove lo Scrovegni aveva progettato di inserire il proprio mausoleo sepolcrale: la datazione più tarda degli affreschi dell'abside (post 1320) confermerebbe questa ipotesi.

La cappella, ufficialmente acquisita dalla municipalità di Padova con atto notarile nel 1881, un anno dopo il mandato del Consiglio Comunale nelle celebre seduta del 10 maggio 1880, era originariamente collegata attraverso un ingresso laterale al palazzo Scrovegni (abbattuto nel 1827 per ricavarne materiali preziosi e far spazio a due orridi condomini), che era stato fatto erigere seguendo il tracciato ellittico dei resti dell'antica arena romana.

Subito dopo l'acquisto la cappella fu oggetto di restauri, non sempre felici, fino al più recente, conclusosi nel marzo del 2002, dopo venticinque anni di scrupolose e sofisticate indagini. Restano aperti altri problemi, come l'allagamento della cripta sottostante la navata per la presenza di una falda acquifera, o i cordoli in cemento introdotti agli inizi degli sessanta del XX secolo in sostituzione degli originali lignei (con evidenti ripercussioni sulla diversa elasticità dell'edificio).

Quando lavora alla decorazione della Cappella il grande maestro, nato nel 1267, ha tra i trentasei e i trentotto anni. Ha con sé, da imprenditore della pittura, una squadra di una quarantina di collaboratori e si sono calcolate 625 "giornate" di lavoro, dove per giornata non si intende l’arco delle 24 ore, ma la porzione di affresco che si riesce a dipingere prima che l’intonaco si secchi (cioè non sia più “fresco”).

Giotto non interviene nella zona absidale, che tradizionalmente è la più significativa dello spazio interno di un edificio sacro, quella che accoglie l’altare e da cui abitualmente partivano i lavori di decorazione. Questa parte della Cappella, che ospita anche la tomba di Enrico e della sua seconda moglie, Iacopina d’Este, presenta un restringimento inconsueto e trasmette un senso di incompletezza, quasi di disordine. Anche nel riquadro inferiore destro dell’arco trionfale, sopra il piccolo altare dedicato a Caterina d’Alessandria, la perfetta simmetria giottesca è alterata da una decorazione a fresco - con due tondi con busti di sante e una lunetta che rappresenta Cristo in gloria e due episodi della passione, la preghiera nell’orto del Getsemani e la flagellazione -, che crea un effetto di squilibrio. La mano è la stessa che affresca gran parte della zona absidale, un pittore ignoto, il Maestro del coro Scrovegni, che opererebbe nel terzo decennio del Trecento, una ventina d’anni dopo la conclusione del lavoro di Giotto. Il punto focale del suo intervento sono sei grandi scene sulle pareti laterali del presbiterio, dedicate all’ultima fase della vita terrena della Madonna, la cosiddetta Dormizione di Maria, che si conclude con l’Assunzione in cielo e l’Incoronazione della Vergine. Questo tema è coerente con il programma affrescato da Giotto. Il percorso di lettura prende avvio in alto, sulla parete di sinistra, e scende per poi risalire lungo la parete opposta. Si tratta dello stesso andamento ritmico del ciclo affrescato da Giotto: dalla lunetta in alto sull’arco trionfale si scende a spirale discendente fino al riquadro della Discesa dello Spirito Santo, con cui si conclude la storia sacra; si apre così il percorso del quarto registro, vizi e virtù, per risalire infine lungo la controfacciata con il Giudizio Universale ed entrare nella dimensione dell’ottavo giorno.

Le scene dipinte dal Maestro del coro Scrovegni rappresentano l’Annuncio della morte a Maria, il saluto degli apostoli al suo capezzale, la Dormitio Virginis, i funerali di Maria, l’Assunzione e l’incoronazione. La fonte è in alcuni vangeli apocrifi, che sono alla base anche del racconto di Iacopo da Varazze nella Legenda Aurea

Presbiterio, abside e sacrestia sono spazi cui oggi il pubblico non può accedere. I primi due si possono cogliere dalla navata, a una distanza breve, ma che compromette comunque la lettura dei capolavori di Giovanni Pisano, una Madonna con Bambino tra due Angeli, posti sull’altare, perché non consente di ammirare l’intensità dell’incontro degli sguardi della Madonna e del Bambino, la plastica eleganza del panneggio, le tracce delle dorature.

Totalmente sottratta è invece la visione, in una nicchia del lato destro del coro, della Madonna del latte di Giusto de’ Menabuoi, delicato capolavoro del maestro fiorentino, che fu a Padova dal 1370 ca. all’anno della morte, 1391, o dell’affresco di medesimo soggetto che si trova in un’identica nicchia sulla parete di fronte, nel lato sinistro, e che è da attribuire forse al medesimo artista. Letteralmente sequestrata nella sacrestia e dunque totalmente invisibile al pubblico è la statua orante di Enrico, che era sicuramente all’interno della Cappella, dove tutti la potevano vedere.

 

 

 

Fonte e approfondimenti:

Cappella degli Scrovegni. (8 ottobre 2015). Wikipedia, L'enciclopedia libera. Tratto il 15 ottobre 2015, 16:17 da //it.wikipedia.org/w/index.php?title=Cappella_degli_Scrovegni&oldid=75593201.

 

 

 

 

 

 

Info

Piazza Eremitani, Padova

 

Zona Traffico Limitato

Area Pedonale

 

ORARIO DIURNO:

 

Con tale biglietto è possibile accedere anche al Museo Eremitani e a Palazzo Zuckermann.

 

 

Costo Biglietto Intero:

 

€ 13,00 incluso diritto di prenotazione.

Adulti maggiorenni senza diritto ad alcuna riduzione. 

 

 

Costo Biglietto Ridotto:

 

€ 8,00 incluso diritto di prenotazione.

 

E' ridotto per i gruppi (almeno 10 persone) e i singoli regolarmente iscritti ad associazioni socio-culturali e umanitarie.

 

I Lunedì non festivi, il biglietto d'ingresso alla Cappella degli Scrovegni per i visitatori singoli è ridotto a € 8,00 in quanto i Musei Civici degli

Eremitani sono chiusi;

per lo stesso motivo i GRUPPI (minimo 10 persone) possono accedere con la tariffa ridotta-speciale a € 6,00 per tutti i partecipanti.

 

 

Biglietto ridotto speciale:

 

€ 6,00 incluso diritto di prenotazione

 

Dai 6 ai 17 anni. Tutti gli studenti singoli muniti di tessera e libretto fino a 26 anni.

Ultra 65 anni della Comunità Europea.

 

 

Biglietto agevolato:

 

€ 1,00 incluso diritto di prenotazione

 

Fino a 5 anni per tutti i bambini.

Portatori di handicap e il loro accompagnatore Possessori di tessera ICOM: 1,00 euro per prenotazione Cappella.

 

Biglietto speciale scuole:

 

€ 5,00 incluso diritto di prenotazione

 

Gruppi di studenti accompagnati dai loro insegnanti.

 

 

Eccezioni:

 

Le guide regolarmente iscritte all'albo e i giornalisti con tessera stampa entrano gratuitamente e non pagano l'euro di prenotazione (devono però effettuare la prenotazione "fisica" del posto per questioni di capienza della struttura.

Call Center (+39) 0492010020

 

 

ORARIO SERALE:

 

 

Bilietto Intero:

 

€ 8,00 incluso diritto di prenotazione

 

 

Le visite dalle 19.00 alle 22.00 vengono gestite dal personale della Cooperativa Giotto,

l'ultimo turno prevede l'ingresso alle 21. 20 nel CTA e uscita dalla Cappella alle 22.00 .

Il biglietto serale è unico per tutti.

 

 

Biglietto agevolato:

 

€ 1,00 comprensivo di diritto di prenotazione

 

Fino a 5 anni per tutti i bambini

Portatori di handicap e il loro accompagnatore Possessori di tessera ICOM: € 1,00 per prenotazione Cappella.

 

 

Ridotto serale:

 

€ 6,00 incluso diritto di prenotazione

 

Dai 6 ai 17 anni tutti gli studenti singoli fino ai 26 anni muniti di tessera e libretto.

Studenti accompagnati dai loro insegnanti.

Comitive di almeno 10 persone.

Militari di leva.

Ultra 65 anni della Comunità Europea.

 

 

Biglietto promozionale serale DOPPIO TURNO:

 

€ 12,00 incluso diritto di prenotazione

 

E' valido dalle 19 alle 21.20 e consente di permanere in Cappella 40 minuti.

E' prenotabile solo tramite

call center (+39) 0492010020

 

 

CONTACT CENTRE:  (+39) 0492010020

Il numero del call center è funzionante da:

lunedì a venerdì dalle 9.00 alle 19.00 

sabato dalle 9.00 alle 18.00, escluso i festivi.

 

E' OBBLIGATORIA LA PRENOTAZIONE E LA PREVENDITA. IL BIGLIETTO NON E' RIMBORSABILE

 

 

Per prenotazioni, informazioni dettagliate, convenzioni per associazioni, festività di chiusura o qualsiasi altro dettaglio, vi consigliamo di contattare direttamente il

 

CALL CENTER +39 0492010020

 

oppure visitare il sito

 

www.cappelladegliscrovegni.it

 

 

 

 

 

 

 

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