Santuario di San Leopoldo Mandic

La Storia e il Santo

Di fronte alla celletta confessionale di san Leopoldo si trova la cappella, dove dal 1963 riposano le spoglie del santo.

La tomba, di marmo rosso, è meta di un continuo pellegrinaggio di persone, attratte dalla forza spirituale di un amico che continua a donare protezione e conforto.

All’interno, accanto alla lapide tombale, in una nicchia, è esposto il reliquiario contenente la mano destra del santo: per ricordare le innumerevoli volte che essa si è alzata e protesa per assolvere, benedire e consolare. L’artistica pala dell’altare della cappella, realizzata da Lino Dinetto, interpreta la missione di san Leopoldo: condurre le anime alla Santissima Trinità, per la mediazione di Gesù Redentore.

La stola sacerdotale e il saio francescano indossati da san Leopoldo, ricordano il servizio e la donazione di un’intera esistenza: il santo confessore è presentato inginocchiato come intercessore e come un fratello che indica la strada che conduce all’intimità con Cristo.

All’esterno, sopra la tomba, arde giorno e notte la «Lampada della riconciliazione». Il rito dell’offerta del l’olio che la alimenta viene rinnovato ogni anno il 12 maggio, festa liturgica del santo.

Qui, per circa trentatré anni, San Leopoldo ha trascorso gran parte della giornata, nell’ascolto dei fedeli, nell’amministrazione del sacramento della Riconciliazione, nella preghiera silenziosa.

È un piccolo ambiente, rimasto integro, come ai tempi del santo: una poltroncina su cui sedeva il confessore e l’inginocchiatoio del penitente, uniti da un crocifisso appeso alla parete, dinanzi al quale sostano in preghiera devoti e pellegrini.

Si avverte ancora la presenza del santo, sempre dolcemente accogliente. Con lui, i fedeli continuano un dialogo mai interrotto, lasciando scritti suppliche e ringraziamenti sui fogli di un grosso volume posto su un leggio. In uno di questi volumi, il beato papa Giovanni Paolo II, dopo avere sostato e pregato, pose la firma il 12 settembre 1982.

Le suppellettili originarie della celletta, insieme ad altri oggetti appartenuti al santo, sono esposti in due salette. Una lapide posta sulla parete esterna ricorda come, nel bombardamento del 14 maggio 1944, la celletta-confessionale fu prodigiosamente preservata affinché, come il santo aveva predetto, «rimanesse un monumento della divina misericordia».

Dal luogo della tomba di san Leopoldo si accede alla chiesa o, più precisamente, alla penitenzieria, illuminata da una vetrata policroma, di Albano Poli, alla base della quale, quasi un invito a celebrare il sacramento della Riconciliazione, per ritornare rinnovati e trasformati alla vita di ogni giorno, vi sono queste parole di san Leopoldo: «La misericordia di Dio è superiore a ogni aspettativa».

Sacramento nel tabernacolo, posto al centro del coro dei frati; di contemplare, nell’intenso e artistico crocifisso ligneo di Luigi Strazzabosco, il mistero della redenzione; di venerare la statua dell’Immacolata, rimasta intatta nel bombardamento del 1944.

 

IL BOMBARDAMENTO

Il 14 maggio 1944 alle ore 12.00, il convento di Padova fu colpito in pieno da cinque grosse bombe aeree nemiche, giudicate del peso di dodici quintali ciascuna.

Una cadde sulla chiesa e precisamente tra le due cappelle di San Francesco e di Sant'Antonio, distruggendole quasi completamente, rimase ancora in piedi una parte della facciata, la parete sinistra e il coro fu seriamente danneggiato.

Nonostante la parziale distruzione della cappella della Madonna, la statua dell'Immacolata rimase illesa nella sua nicchia. Quindici religiosi stavano nella cantina e il padre guardiano per il convento ad assicurarsi che tutti fossero discesi in rifugio. Due bombe colpirono in pieno il convento, dividendolo in due parti., distruggendo lo studio, l'ala dei fratelli laici la foresteria e parte dell'infermeria.

Altre due bombe caddero a pochi metri dal rifugio, rasente i fabbricati, nella corte del convento che immette al refettorio dei poveri, scavando due enormi crateri. Poche ore dopo il disastro furono sul posto le maggiori autorità cittadine, il vicario generale per il vescovo assente, sacerdoti e religiosi ed un'enorme massa di popolo.La profezia di padre Leopoldo si era avverata: si era salvata la statua della Madonna, e si era salvato anche il confessionale, il luogo dove Dio aveva mostrato la sua misericordia in modo così eminente attraverso il suo servo e anche questo non mancò poi di essere notato e di avere il suo peso. 
Dopo lo scampato pericolo i rimasti, quattro padri e quattro fratelli, si ridussero a vivere nell'infermeria e trasformarono in cappella la sala dell'OFS, nell'attesa che i tempi permettessero la ricostruzione della chiesa e del convento.

La frequenza dei devoti comunque, nonostante la situazione non diminuì "la gente viene da noi come prima e più di prima.., chiedendo di poter veder tornare un fratello cappuccino passare di porta in porta a questuare, ma in quei momenti, soprattutto a dispensare una parola di fede, di fiducia e d'incoraggiamento".
La chiesa fu riedificata dopo la II Guerra mondiale e consacrata il 14 maggio 1950.

I Cappuccini, a Padova, furono cappellani dell'ospedale "maggiore" dal 1825 al 1867, anno in cui la soppressione sabauda mise fine pure alla loro assistenza spirituale alla Casa di Forza dove erano entrati nel 1831, e alle carceri criminali che assistevano dal 1839. Infine qualche anno più tardi, dal 1872 al 1877, furono cappellani dell'ospedale militare.

 

 

 

 

Info

Piazzale Santa Croce, Padova

 

ORARIO D'APERTURA:

Chiesa     6.00-12.00 e 15.00-19.00

CAPPELLA E CONFESSIONALE DEL SANTO:

Feriale:      8.00-12.00  e  15.00-19.00
Festivo:     7.00-12.00  e  15.00-19.00

ORARIO DELLE SANTE MESSE:

Feriale:      7.00 –  8.30 – 10.00 – 18.00
Festivo:     6.30 –  7.45 –  9.00–  10.15                               11.30 -16.00 – 18.00

Sabato pomeriggio : 16.00 – 18.00

CONFESSIONI:

Feriale:     7.00 -12.00 e 15.00 -19.00
Festivo:    6.15 -12.00 e 15.00 -19.00
Lunedì pomeriggio non si confessa

PREGHIERA LITURGICA

Al mattino: 
Giorni feriali ore 6.20

Celebrazione delle Lodi, meditazione e santa Messa.

Alla sera:

Lunedì, ore 18.30: Celebrazione dei Vespri (in chiesa)

Martedì, ore 19.00: Recita del santo Rosario e celebrazione dei Vespri

Mercoledì, ore 19.00: Ufficio delle letture e celebrazione dei Vespri.

Giovedì, ore 19.00: Adorazione eucaristica, celebrazione dei Vespri, preghiera per le vocazioni (in chiesa)

Venerdì, ore 19.00: Recita del santo Rosario e celebrazione dei Vespri

 

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